Mar, 26/07/2016

Per quanto riguarda lo scambio automatico di informazioni, effettuato secondo lo strumento tecnico del Common Reporting Standard (e regolato, dal punto di vista normativo, dalla stessa Convenzione Multilaterale), il prospetto contenuto nel Rapporto OCSE rileva che 55 Stati (tra cui l’Italia) si scambieranno per la prima volta i dati nel 2017, con riferimento al 2016; altri 46 Stati procederanno invece per la prima volta nel 2018, relativamente all’anno di imposta 2017; a questi Stati vanno, naturalmente, aggiunti gli Stati Uniti d’America, per i quali lo scambio automatico avviene secondo le regole FATCA, e non secondo quelle, pur simili, del Common Reporting Standard OCSE.
Proprio la lista degli Stati che si sono impegnati allo scambio automatico nel 2018 riserva qualche sorpresa in quanto, oltre a Stati che hanno già da tempo assunto questo impegno (ad esempio, la Svizzera o l’Austria), figurano Panama, a seguito della comprensibile “spinta” data dal reperimento della documentazione dello Studio Mossack Fonseca, così come gli Emirati Arabi, il Libano o Hong Kong, giurisdizioni storicamente “recalcitranti” alla sottoscrizione della Convenzione Multilaterale per la mutua assistenza ai fini fiscali per le quali, tuttavia, le “opacità” delle istituzioni finanziarie potrebbero rapidamente volgere al termine.
Fonte eutekne.info

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